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BADIA DI PATTANO PDF Stampa E-mail

SUGGESTIONI DI SPIRITUALITA' ORIENTALE

La Badia di Santa Maria di Pattano a Vallo della Lucania e' il monastero italo-greco meglio conservato dell'Italia meridionale.

Stratifica stili che testimoniano il susseguirsi dei secoli: sorge sull'area di un' insediamento romano della prima eta' imperiale forse gia' abitata ai tempi dei greci. Oggi ha un'impronta bizantina e sono aperti all'ammirazione dei visitatori chiesa di Santa Maria ad abside poligonale, con lacerti di affreschi che risalgono al X e XI secolo, la torre campanaria, tra le piu' antiche del Sud Italia con i primi livelli bizantini e le soprastanti monofore di influsso islamico, la preziosa chiesa di San Filadelfo con affreschi bizantini ed i resti di un impianto termale romano, la struttura dell'antico cenobio strutturato in varie costruzioni e cortili. La Badia appare al visitatore come una sorta di masseria fortificata cinta da mura che delimitano non solo l'insieme dei fabbricati, il cui profilo emerge da lontano in un mare di olivi, ma anche una vasta area agricola destinata ai lavori rustici oggi in gran parte piantata ad agrumi. La chiesa di San Filadelfo e', dopo una lunga campagna di restauri conclusasi di recente, lo scrigno piu' prezioso delle testimonianze storiche ed artistiche conservate nel monumento. La figura storica di San Filadelfo e' di difficile identificazione: probabilmente fu il primo egumeno cioe' capo spirituale della comunita' greca. La tradizione locale gli attribui' guarigioni miracolose e grande fama di taumaturgo; la devozione popolare, poi lo ha santificato e, nella contrada di Pattano la gente del posto ancora lo venera. La statua, conservata qui fin dalle origini risale agli ultimi decenni del X secolo, attualmente si trova nel Museo diocesano di Vallo della Lucania e raffigura un santo monaco vestito con il tradizionale costume monastico bizantino. L'immagine ha un aspetto inquietante, da idolo, la cui severita' e' sottolineata dalla piega all' ingiu' delle labbra ed e' realizzata in uno stile che si richiama al periodo artistico degli Ottomani di Milano che coltivavano rapporti stretti con i monaci greci che dell'Italia meridionale. Accanto, nella chiesa dedicata a Santa Maria sono conservati diversi cicli di affreschi bizantini: alla fase piu' antica (gli ultimi decenni del X secolo) sono ascrivibili gli affreschi del primo strato della controfacciata, che rappresentano una teoria di santi. Alla stessa epoca risalgono anche gli affreschi dell'abside, contraddistinti in una piu' evoluta poetica pittorica e divisi in tre registri: nel catino l'Ascensione e nel cilindro, nella fascia superiore, la Vergine orante tra i dodici apostoli, mentre in quella inferiore nove vescovi. Gli studiosi, la accomunano, per le sue caratteristiche a molte strutture angioine napoletane come la chiesa di Sant'Eligio e di Santa Maria Donnaregina. La Torre campanaria risale al periodo tardo medievale ed e' la piu' antica del Sud. Ha una struttura snella ed ardita e si distingue per il suo gioco ornamentale pieno di cromatismi che rinviano alla tradizione artistica dell'Impero bizantino espressa in Calabria, Macedonia e Serbia.